Tecnicha: installazione

Silvia Gribaudi

[:it]Roger Salas dice di lei nel quotidiano El Paìs ”Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y un humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente” [Silvia Gribaudi è un’artista unica che coltiva un umorismo acido e il gusto per ciò che è considerato brutto; il suo fisico appariscente va controcorrente]

 

“Per ciò che riguarda ‘A CORPO LIBERO’, che cosa si può scrivere che possa rendere giustizia? E’ un manifesto di emancipazione. E’ un lavoro curato minuziosamente. E’ edificante, affascinante, contaminante e stimolante. E celebra l’umanità in maniera sfacciata. Ad essere onesti, in tutto il festival non ho visto nessun altro essere umano così bello sul palco” Recensione di Duncan Keegan[:en]

Roger Salas says about her in the Spanish newspaper El Paìs:”Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y un humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente” [Silvia Gribaudi is a unique artist who cultivates the ugly-ism and a bitter humour; her showy physique is definitely against the current]


As for Silvia Gribaudi’s A CORPO LIBERO…? Well, what can I write that could possibly do it
justice? It’s a manifesto for emancipation. It’s beautifully, minutely-observed. It’s uplifting,
charming, intoxicating and elevating. And it unabashedly celebrates humanity. And to be
completely honest, I don’t think in the entire festival I’ve seen a more beautiful human being onstage”.

Review by
Duncan Keegan

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[:it]MOTUS[:]

[:it]

MOTUS è la compagnia fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò nel 1992. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente.
Dalla sua fondazione Motus affianca la creazione artistica – spettacoli teatrali, performance e installazioni – con un’intensa attività culturale, conducendo seminari, incontri, dibattiti e partecipando a festival interdisciplinari nazionali e internazionali.
Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (NYC), al Festival TransAmériques (Montréal), Santiago a Mil (Cile), Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan) e in tutta Europa.

[:en]

The company Motus was founded by Enrico Casagrande and Daniela Nicolò in 1992. The group burst onto the scene in the Nineties with productions wielding great physical and emotional impact and has always anticipated and portrayed some of the harshest contradictions of the present day. Throughout the years, the group has created theatre shows, performances, installations and videos, conducted seminars and workshops, taken part in interdisciplinary festivals. They’ve received numerous acknowledgements, including three UBU Prizes and prestigious special awards for their work. Freethinkers, Motus have performed all over the world, from Under the Radar in New York, to Festival Trans Amériques in Montreal, Santiago a Mil (Chile), the Fiba Festival in Buenos Aires, Adelaide Festival in Australia or Taipei Arts Festival in Taiwan, as well as all over Europe.

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I Figli di Marla

[:it]

I FIGLI DI MARLA è una filosofia, un modo di stare in scena, un modo di vivere e sentire, una disciplina per corpo ed emozioni, un controllo consapevole della nostra energia, una religione per il performer, i figli di marla sono figli del mondo.

[:en]I FIGLI DI MARLA is an art performative community, is a philosophy, is a production.[:]

Alberto Barazzuti

[:it]La mia attenzione va soprattutto a temi che riguardano l’individuo e l’identità nell’attuale società della comunicazione e della tecnica, quindi ai processi economici e culturali che determinano le dinamiche sociali, ai processi di mondializzazione e di esclusione, all’invasività del mondo multimediale e alla pervasività della tecnologia. Penso che sia importante elaborare una strategia di sopravvivenza partendo dalla propria marginalità; decolonizzare il proprio immaginario da quei valori che tendono all’omologazione per poter formulare nuove ipotesi di partecipazione.[:en]My attention goes especially to themes that concern the individual and the identity in the current society of information and technology, hence to the economic and cultural processes that define the social dynamics, to processes of globalization and exclusion, to the invasivity of the multimedia world and to the pervasiveness of technology. I think it is important to develop a survival strategy starting from your own marginality; to decolonize your own imagination from those values that tend to homogenisation in order to formulate new hypothesis of participation.[:]

Silvia Giambrone

[:it]Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi  nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.[:en]Mainly I use conceptual art to illustrate my own social commentary with a focus on the relation between subject and power. Through several media including performance, installation, sculpture and sound, I explore body practices and contemporary gender politics making viewers aware of the silent and hidden ways power enters everyday life and affects relationships. I am interested in material culture and image culture and I dig into everyday life and practices to reveal, as it was almost an archaeological operation, the signs of both the physical and invisible evidences of the ‘subjectification’ process.[:]

Marsala

[:it]MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.[:en]MARSALA is an artistic collective born in 2013 from the meeting between Maralla Rita and Teresa Sala.  We develop multimedia projects of research about the relationship between body, gender, identity and space. In addition to produce audiovisual materials, “Marsala” promote a visual anthropology workshop aimed to explore the relationship between city and identities in the contemporary society. Rita is a visual anthropologist specialized in different forms of expression: video, collage, installation, photography and writing. Teresa works as a filmmaker and director, alternating commercial work in independent projects. Always interested in the performing arts, in 2015 she writes and directed her first play, “Sanificata”: a monologue about the obsession for cleaning body and spaces.[:]

Rambelli e Bigi

[:it]

’29 our circled world’ è un progetto di Silvia Bigi e Laura Rambelli, nato dall’idea che la femminilità e lo spazio delle donne di oggi abbiano bisogno di essere ri-trovati cercando una nuova direzione. I combattimenti degli anni ‘70 hanno contribuito a dare importanti diritti sociali, beni materiali e spazio alle donne, ma allo stesso tempo hanno creato una grande distanza nei confronti della loro vera natura. Donne e uomini sono diversi. Questa diversità è vissuta profondamente nei nostri corpi, nella nostra vita circolare, nelle nostre trasformazioni, biologiche e mentali. É arrivato il momento di accettare la nostra diversità, che in realtà è proprio la nostra forza, la reale natura, l’origine dell’amore: uomini e donne sono complementari. 29 rappresenta un primo tessello nella creazione di nuove forme di espressione che rinunciano a combattere in nome di una condizione di uguaglianza sterile. L’arte ha oggi altri modi per arrivare: più sottili, profondi, dolci, circolari.

[:en]

’29 our circled world’ is a project realised by Silvia Bigi and Laura Rambelli and stressing the idea that the femininity and the today’s women’s space needs to be re-found searching for new direction.

The 70’s fights have of course helped to give all the social rights, material goods and space to women, but at the same time, they have created a big distance with their real nature. Women and men are not equals, they are different, but this is no one’s fault, this is not a matter of power. This diversity deeply lives in our body, our circled life, our biological and mental transformations. Our diversity is our strength, and – we think – the real nature and meaning of complementary love with men. It’s time to accept it. It’s time to develop a new way of communicating, really connected with us by stopping the search of this condition of “equality” that doesn’t exist. Women have their strengths, their fears, their pain. Men have their own. Man as a man, woman as a woman. We want to gently take action, without violence or strong speeches, this idea applied to today’s men and women.

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Stella Stefania Gagliano

[:it]Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»[:en]Stella Stefania Gagliano studied Visual Arts at IUAV, in Venice, and graduated in Bologna at the Fine Arts School. At the same time she practiced theatre, dance and contemporary dance.

She paints on blank canvases nailed to the wall using clay and black charcoal, working on the individual, the human being, evil and madness as well as each peculiarity that makes us different from the rest.[:]

Goghi&Goghi

[:it]Goghi&Goghi è un collettivo artitico nato dalle idee e dall’incontro di Mara Pieri, attrice e performance, e Elia Covolan, autore e illustratore. Goghi&Goghi lavora a differenti progetti artistici con l’intento di fondere linguaggi artistici diversi e utilizzando un approccio intersezionale e interdisciplinare, che unisce teatro, performance, video, illustrazione e installazione.
I lavori di Goghi&Goghi si concentrano in particolare su tematiche di genere, transessualità, migrazioni, identità e sessualità. Goghi&Goghi lavora in Italia, Argentina, Cile, Norvegia e Spagna, con lo scopo di creare un dialogo incessante, continuo e reciproco tra diversi sguardi e approcci artistici.[:en]

Goghi&Goghi is an artistic collective project born by the ideas of Mara Pieri, actress and performer, and Elia Covolan, director and illustrator. Goghi&Goghi work on several artistic projects aiming at fusing different artistic languages, based on an intersectional and interdisciplinary approach, from theater to performance, from video to illustration and installation.

Their production is especially focused on gender issues, transexuality, migration, identity and sexuality. They have worked in Italy, Argentina, Chile, Norway and Spain, with the aim of creating a continous, reciprocous dialogue between approaches and skills.

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Riccardo Buscarini

[:it]”Vincitore di molti premi coreografici in Italia e Regno Unito, Riccardo Buscarini si forma presso l’Accademia Domenichino da Piacenza/IT e alla London Contemporary Dance School diplomandosi nel 2009. Da allora presenta il proprio lavoro nel Regno Unito e a livello internazionale. Riccardo insegna coreografia e performance al Birkbeck University e spesso dirige laboratori di improvvisazione e composizione.
Una persona curiosa e di eclettiche ispirazioni, Riccardo è un artista concentrato sulla costante evoluzione del suo approccio creativo alla coreografia, guidato da un forte desiderio per il nuovo. Le sue opere fino ad oggi sono tutte molto diverse tra loro. Anche se i suoi lavori hanno preso varie forme e sono stati presentati in contesti molto diversi – teatri, gallerie e spazi urbani – Riccardo è spesso ispirato da eventi autobiografici che si traducono in espressioni viscerali e simboliche.”[:en]

Award-winning choreographer Riccardo Buscarini trained at Accademia Domenichino in Piacenza, Italy, and London Contemporary Dance School graduating in 2009. Since then he has been presenting – and often performing in – his own work in the UK and internationally. Riccardo has also taught choreography and performance at Birkbeck University and lead improvisation and composition workshops internationally.

A curious person of eclectic inspirations, Riccardo is an artist focussed on constantly changing his creative approach to choreography driven by a strong desire for the new. His works to date are all quite different. Although his works have taken different shapes and have been presented in very diverse contexts – theatres, galleries and urban spaces – Riccardo is often inspired by autobiographical events translated in viscerally symbolic expressions.

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